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Cimitero Monumentale Genova: Storia della Venditrice di Noccioline e di Altri Defunti

Sei in visita a Genova e vuoi avere maggiori informazioni sul Cimitero Monumentale di Staglieno? Vuoi conoscere le curiose storie delle persone sepolte, gli orari, i prezzi e le visite guidate del Cimitero?

Bene, sei capitato nel posto giusto.

In questo articolo troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno per visitare il Cimitero di Staglieno, e in fondo potrai leggere la commuovente storia della venditrice di noccioline.

Sei pronto? Iniziamo!

 

Cimitero Staglieno Genova: orari, mappa, ed elenco dei defunti illustri

 

La storia del Cimitero Monumentale di Genova

Il Cimitero di Staglieno, a Genova, è stato aperto al pubblico nel 1851 quando ancora era un'opera incompiuta da tutti i punti di vista, iniziando dalla struttura e proseguendo con la funzionalità, solo per dirne alcuni.

Lo stile neoclassico con il quale è stato realizzato, è dovuto a Carlo Barabino, il quale, per altro, ha portato a compimento tanti altri edifici importantissimi in tutta la città di Genova, ma non lo stesso cimitero, poiché l’architetto venne a mancare nel 1835, a causa dell’epidemia di colera che scoppiò violentemente.

L’opera venne quindi proseguita da Giovanni Battista Resasco, il quale ha anche dato il nome alla via nella quale si trova il cimitero.

 

cimitero monumentale genova

 

La monumentalità fortemente evidenziata dell’opera venne molto apprezzata dai contemporanei, i quali amarono sin da subito i porticati dalla struttura omogenea e semplice, che culminano nella mastodontica opera architettonica del Pantheon.

L’edificio venne terminato con degli inserimenti naturali e verdeggianti.

Lo stesso Pantheon è adagiato su una collina lussureggiante nel retro, che ospitava anche vari monumenti, cappelle, posti con discrezione.

L’inserimento di una natura sparsa e intensa piacque molto, al punto da rendere questo cimitero dall’aria nord europea e inglese, un modello per altre strutture della stessa natura mediterranea, sia a livello nazionale che internazionale: ispirò persino il Cimitero di Père Lachaise a Parigi.

Durante la fase di crescita industriale e commerciale del nord Italia, negli anni sessanta e settanta dell’800, il cimitero venne ampliato con un nuovo porticato semicircolare e con altre opere in stile déco e liberty.

Negli anni venti del 900 vennero poi costruiti il Sacrario ai Caduti della I Guerra Mondiale e il Porticato Sant’Antonino nel dopoguerra.

 

 

Mappa del Cimitero di Genova

 

cimitero di staglieno pantheon

 

All’ingresso del cimitero vedrai una mappa molto grande che potrà darti molte delucidazioni, intanto però sappi che la suddivisione della struttura è principalmente la sottostante:

  • Al Settore A vedrai il Porticato inferiore;
  • Al Settore B c’è il Porticato Semicircolare Storico;
  • Al Settore C troverai l’area accoglienza, al Porticato Sant’Antonino e Porticato Montino;
  • Al Settore D si trova il Porticato Superiore con il Pantheon;
  • al Settore E c’è il Boschetto Irregolare;
  • Al Settore F, troverai l’area Policonfessionale-Testero;
  • Al Settore G, l’area Veilino- Cava e l’Area dei Sacrari;

 

Le visite guidate al Cimitero di Staglieno

Le cose da vedere all’interno di questo monumentale cimitero, come avrai dedotto, sono davvero numerose ed è facile rischiare di perdere tante cose davvero interessanti, per questo ti informo del fatto che è possibile usufruire di diverse visite guidate, organizzate dal Comune di Genova.

I prezzi del biglietto sono:

  • per la singola persona costa 5€;
  • gratuito fino ai 12 anni, dai 12 ai 18 anni 4€ e anche per gli over 65€;
  • in gruppo si spendono 4€ a persona;

La visita parte dall’ingresso principale, presso la statua della Fede e non è necessario prenotare, il tour dura circa un’ora e mezzo e il ricavato è destinato esclusivamente alle spese per i lavori di restauro del Cimitero.

I tour sono possibili dalle 10 alle 11.30 e alle 15.00.

 

Dove acquistare i biglietti

I biglietti possono essere acquistati presso gli Uffici di Informazioni e Accoglienza turistica, in via Garibaldi 12r; all’aeroporto Cristoforo Colombo, al piano arrivi; Al Porto Antico, presso la Palazzina Santa Maria, in via al Porto Antico,2; direttamente dalla guida prima della visita.

 

 

Elenco defunti Cimitero Staglieno Genova

Al Cimitero di Staglieno sono sepolte diverse persone famose; ecco l'elenco dei defunti illustri:

  • I cantanti lirici Salvatore Anastasi e Antonietta Pozzoni, nel Porticato Semicircolare;
  • Lo scultore Federico Bringiotti (1878-1951) nel Porticato Semicircolare;
  • Lo scultore Antonio Rota (1842-1917) nel Porticato Semicircolare;
  • Il Partigiano russo Fedor Poletaev (1900-1945) nel Porticato Semicircolare;
  • Il primo architetto che si occupò del progetto del Cimitero, Carlo Barabino (1768-1835) tumulato all’interno del Pantheon;
  • Lo scrittore Anton Giulio Barrili (1836-1908). nel Pantheon;
  • Il patriota Nino Bixio (1821-1873), nel Pantheon
  • Lo scenografo e architetto Michele Canzio (1788-1868), nel Pantheon;
  • Il violinista Renato de Barbieri (1920-1991), nel Pantheon;
  • L’esploratore Giacomo Doria (1840-1913), nel Pantheon;
  • L’architetto Giovanni Battista Resasco (1798-1892), nel Pantheon;
  • Il garibaldino Stefano Canzio (1837-1909), nel Pantheon;
  • Il violinista Camillo Sivori (1815-1894), nel Pantheon;
  • Il medico Edoardo Maragliano (1849-1940), nel Pantheon;
  • Lo scrittore Michele Giuseppe Canale (1808-1890), nel Boschetto Irregolare;
  • Il filantropo e poeta Davis Chiossone (1822-1873), nel Boschetto Irregolare;
  • Il poeta Giuseppe de Paoli (1885-1913), nel Boschetto Irregolare;
  • Il drammaturgo Paolo Giacometti (1816-1882), nel Boschetto Irregolare;
  • L’armatore Raffaele Rubantino (1809-1881), nel Boschetto Irregolare;
  • Il poeta Mario Malfettani (1872-1911), nel Boschetto Irregolare;
  • Il politico Ferruccio Parri (1890-1981), nel Boschetto Irregolare;
  • Lo scultore Eugenio Baroni (1880-1935), nel Boschetto Irregolare;
  • I Martiri della "Giovine Italia", tutti fucilati nel 1833, nel Boschetto Irregolare;
  • Il librettista d’opera e poeta Felice Romani (1789-1865), nel Boschetto Irrgolare;
  • Lo scultore Giovanni Battista Cevasco (1814-1891), nel Boschetto Irrgolare;
  • Lo scultore Gaetano Olivari (1870-1948), nel Boschetto Irregolare;
  • Il politico Giuseppe Mazzini (1805-1872) e sua madre Maria Mazzini Drago (1774-1852), entrambi nel Boschetto Irregolare;
  • Il musicista Michele Novaro nel Boschetto Irregolare;
  • Lo scultore Luigi Brizzolara (1868-1937), nel viale del Veilino;
  • La scrittrice Flavia Steno (1878-1946), nel viale del Veilino;
  • La "venditrice di noccioline" Caterino Campodonico (1801-1881), nel Porticato Inferiore a Ponente;
  • Il poeta dialettale Giambattista Vigo (1844-1891), nella Galleria inf. Verso Ponente;
  • Il mecenate e letterato Gian Carlo di Negro (1769-1857), nel Porticato Inferiore verso Ponente;
  • Lo scultore Giovanni Scanzi (1840-1915), nel Porticato Inf. Verso Ponente;
  • La moglie di Oscar Wilde, Mary Costance Wilde (1859-1898), sepolta nel Cimitero Protestante, alla destra del Tempio;
  • Il fotografo Alfredo Noack (1833-1895), nel viale d’accesso del Cimitero Protestante;
  • L’architetto e pittore Maurizio Dufour (1826-1897), nel Porticato Superiore verso Ponente;
  • Lo scultore Giuseppe Gaggini (1791-1867), nel Porticato Superiore verso Ponente;
  • Il poeta Giovanni Torti (1774-1852), nello Scalone Superiore verso Ponente;
  • L’ex sindaco di Genova Andrea Podestà (1832-1895), nel Porticato Superiore a Levante;
  • Lo scultore Santo Varni (1807-1885), nel Porticato Superiore verso Levante;
  • Il musicista C.A. Gambini (1819-1865) nel Giardino, lato Galleria Superiore a sinistra;
  • Il Partigiano e Comandante Aldo Gastaldo, noto come "Bisagno", nel Sacrario dei Caduti;
  • Gli attori dialettali Gilberto (1885-1966) e Rina Govi (1893-1984), nel Porticato Sant’Antonino;
  • Il compositore Luigi Mancinelli (1848-1921), nel Boschetto Irregolare e sopra la Valletta Pontasso;
  • Il poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi (1871-1919), nel Crematorio;
  • Il Cantautore Fabrizio de Andrè (1944-1999), nel Campo 22;

 

 

La tomba di Fabrizio del André

Nel Cimitero di Staglieno, entrando dall’ingresso laterale, andando dritto e svoltando a sinistra, verso la camera ardente e passando attraverso il "Viale dei Caduti di tutte le guerre", sotto l’archivolto della Galleria Montino, prosegui per 20 metri circa verso il Campo 22: è lì che riposa uno dei genovesi più celebri e amati in assoluto: Fabrizio de André, detto Faber.

Questo cimitero, come tanti altri che conosciamo, non ha alcun che di macabro, è piuttosto un luogo d’arte, dove il silenzio si raccoglie lungo il sottile filo che lega la vita con la morte.

Qui giacciono, con discrezione, personaggi, poesie e storie che continuano ad essere raccontati.

 

cimitero di staglieno tomba di de andre

 

Fabrizio de André è l’esempio di colui che vive e sempre vivrà grazie alla musica e alla poesia che ha lasciato in eredità a chi lo amava quando era vivo e ancora lo ama come se lo fosse, sebbene ci abbia lasciato da tempo per via di un male incurabile nel 1999.

Fabrizio è ancora oggi il vero ambasciatore della genovesità.

Quando arriverai, non aspettarti un monumento appariscente, vedrai solo una cappella bianca molto semplice, al suo interno, in una lapide senza decorazioni, ormai da 20 anni riposa Fabrizio de André.

Vedrai depositati dei fiori sempre freschi, tante foto e due chitarre, le grandi compagne di questo artista.

Sulla porta in vetro si trova un adesivo che cita: "Nessuno e niente ti potrà ostacolare", una candela e un angioletto decorano la tomba, mentre tanti sono i dipinti, i disegni e le dediche.

Fabrizio ci ha fatto meditare sulla morte, con canzoni quali Il testamento, Morire di morte lenta o Preghiera di Gennaio.

Quando venne cremato, il suo feretro venne accompagnato sino alla camera ardente dal suo caro amico Beppe Grillo.

Qui riposano tanti altri personaggi molto noti, come Ferruccio Parri, il quale fu il Primo Presidente del Consiglio dopo la guerra, quando l'Italia divenne una Repubblica; si trova qui la scrittrice e precursore della Beat Generation italiana, Fernanda Pivano.

Non dimentichiamo la presenza della tomba del condottiero del Risorgimento, Giuseppe Mazzini e di alcuni degli uomini che presenziarono alle gesta dei Mille, accanto a Giuseppe Garibaldi e che contribuirono a fare la storia del nostro Paese.

 

 

Una storia emozionante: la venditrice di noccioline

Nel Cimitero monumentale di Staglieno si trova il corpo di una donna molto conosciuta da queste parti, la sua storia è di grande fascino, colpisce tutti i visitatori che la sentono per la prima volta ed è destinata a restare impressa per sempre.

La protagonista di questa storia si chiamava Caterina Campodonico ed era nota con l’appellativo di "Venditrice di Noccioline" o "La Signora delle Noccioline"; era una donna di origini popolane, semianalfabeta ed è morta nel 1882.

 

cimitero staglieno venditrice di noccioline

 

Di questa storia colpisce il fatto che, nonostante le sue origini, la sua statua, per altro sontuosa e di notevole bellezza, sia collocata tra quelle dei ricchi borghesi e dei nobili di Genova: indossa un abito molto elegante, ha addosso dei gioielli e tuttavia, ha un grembiule che appare come se sia stato appena stirato e dal quale penzolano le collane di nocciole, tenute dalle sue mani.

Le mani di Caterina vengono ben rappresentate, poichè simboleggiano colei che ha lavorato duramente e l’espressione del suo viso severo è quella di chi ha conosciuto la vita dura e faticosa.

La Signora delle Noccioline nacque a Genova nel 1804, la sua professione era l’ambulante, lavorava nei mercati e nelle sagre liguri e piemontesi, vendeva le cosidette Reste, ovvero le collane di nocciole bene auguranti per le spose e le quali garantivano un matrimonio felice, commerciava inoltre canestrelli ed altri dolciumi fatti e confezionati da lei.

Caterina è stata una donna che, alla fine del XIX secolo, sebbene vendesse dei portafortuna d’amore, purtroppo non ne giovò affatto.

Sposata da giovanissima con Giovanni Carpi, prese la decisione, piuttosto rivoluzionaria per quei tempi, di buttare fuori da casa il consorte poiché nullafacente, alcolizzato e manesco, ed essendo stata lei a volere la fine di quel matrimonio, subì addirittura un processo che si concluse con l'obbligo di pagare gli alimenti all’uomo.

Gli pagò 3000 franchi con commovente dignità e senza batter ciglio, poichè sapeva che la sua vita e la sua libertà avevano un valore di gran lunga maggiore.

Questa donna dalla forza immensa, la quale ha sempre vissuto controcorrente, dotata di una onorabilità ammirevole scelse di vendere noccioline per le strade di Garbo, di Acquasanta e di San Cipriano e quando non era periodo di questo frutto, vendeva violette.

Caterina era una donna che spaventava ed è anche per questo che divenne vittima di pettegolezzi, i quali giunsero in primo luogo dai suoi stessi parenti.

Erano così feroci, da insinuare che lei guadagnasse i soldi in modi ben più discutibili. La donna tuttavia sapeva di poter camminare a testa alta e proseguiva per il suo cammino, con la schiena dritta.

Sentiamo spesso dire che nulla accada per caso ed è stato così anche quando Caterina si ammalò; fu infatti durante la malattia, dalla quale fortunatamente si riprese, che sentì i suoi parenti litigare per l’eredità nel caso in cui lei fosse morta.

Da quel momento la donna decise che quelle persone non avrebbero avuto un solo centesimo dei suoi e decise di.. portarsi i soldi nella tomba!

Le sorelle di Caterina erano tutte sposate e con parecchi figli e furono le prime a giudicarla negativamente, considerandola troppo indipendente per quei tempi; viaggiava da sola, i suoi colleghi erano tutti uomini e avere a che fare con loro non era un atteggiamento che potesse essere considerato serio, per una donna.

Fu allora che Caterina, dopo averci riflettuto, prese la decisione di commissionare una statua al più noto scultore del tempo, Lorenzo Orengo, uno dei maggiori rappresentanti del realismo borghese a Genova, e dovette lottare contro il Comune della città perché pretese che il monumento fosse esposto insieme a quelli dei nobili genovesi e alla fine, la ebbe vinta.

Non scelse di far scolpire angioletti o crocefissi, lei chiese piuttosto che la statua rappresentasse la sua figura, il duro lavoro di una vita e testimoniasse che, da sola, era stata capace di guadagnare una somma davvero ingente.

Il costo fu esorbitante e gli ultimi soldi andarono al poeta scelto per scrivere un epitaffio che raccontasse la storia della sua vita: Giambattista Vigo, poeta dialettale molto noto a quel tempo, il quale riposa nello stesso cimitero.

In barba ai parenti ingordi e senza restare in attesa che qualcuno nella vita le riconoscesse alcun merito, Caterina fece in modo da immortalarsi, auto-celebrarsi e diventare immortale.

La statua venne esposta nel 1881 al Cimitero di Staglieno, quando lei ancora viva poté ammirarla e così fecero i suoi concittadini, i quali però distorsero il significato di quell'opera. Essi infatti portavano spesso fiori e ceri, pensando che quella celebrazione potesse portare loro ricchezza.

Caterina morì il 7 luglio 1882, venne accompagnata da un grande corteo e tutt'oggi riposa, appunto, nel Cimitero di Staglieno.

 

 

Conclusioni

Eccoci giunti al termine di questo articolo sul Cimitero Monumentale di Staglieno Genova, in cui hai scoperto la lista delle persone sepolte, tutte le informazioni utili e la commuovente storia di Caterina, la venditrice di noccioline, che tutt'oggi riposa all'interno del Cimitero.

Se hai qualche dubbio o domanda, lascia un commento qui sotto.

Se hai bisogno di altre informazioni, invece, leggi gli articoli sulle altre attrazioni più famose di Genova, come il Palazzo Reale e il Palazzo Ducale.

Un abbraccio,
Andrea

 

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Cimitero Monumentale di Genova

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